C.N.C.

C.N.C. – Consiglio Nazionale dei Chimici

I Chimici presenti nei vari comparti della sanità nazionale sono circa 2000. Di essi circa 60 sono Direttori o Collaboratori di laboratori di analisi chimico-cliniche e Radioimmunologiche convenzionati/accreditati con il S.S.N. e Regionale ai sensi dell’art.48 della L.833/1978 e succ. modifiche; alcune decine sono titolari di rapporto Ambulatoriale interno in forza del DPR 255/1988 e succ. modifiche. Il numero dei dipendenti presenti nei laboratori di analisi chimico-cliniche pubblici sono valutabili in circa 700 unità, il resto sono presenti nelle ARPA/PMP.

Comportando per legge l’impegno diretto degli Ordini professionali nella gestione degli aspetti disciplinari, l’adesione del Consiglio Nazionale dei Chimici al Consorzio CO.GE.A.P.S. è il risultato di attenta valutazione in tal senso. Il CO.GE.A.P.S., infatti, è in grado di affrontare con sistematicità e correttezza l’anagrafica e l’ECM con la gestione dei fondi messi a disposizione dal Ministero della Salute; va da se che il programma informatizzato dell’anagrafica permetterà agli Ordini e Collegi Professionali di adempiere alla certificazione e registrazione dei crediti acquisiti dai singoli professionisti.

Le motivazioni relative alla formazione permanente rappresentano un aspetto qualificante dell’esercizio professionale se solo si tiene conto, oltre che delle esigenze degli utenti, del continuo progresso nel campo delle scienze in generale e della chimica applicata, in particolare nell’uso di strumentazioni sempre più sofisticate. Avendo nella giusta considerazione il perseguimento della qualità, il Consiglio Nazionale dei Chimici ritiene che la formazione in E.C.M. è dovuta non solo dai chimici che operano direttamente in sanità ma anche da tutti gli altri iscritti all’Albo, anche se per costoro l’ECM rappresenta un onere, non già un obbligo (decisione del Tar Lazio n. 14062/2004).