Area Tecnica

AIDI, AITA, AITN, ANAP, ANDID, ANTEL, ANTOI, UNID, ANPeC, FIOTO, FITeLaB

Gli operatori delle professioni sanitarie afferenti all’ Area Tecnica si dividono in professionisti dell’Area Tecnico – Diagnostica e dell’Area Tecnico – Assistenziale i quali svolgono, con autonomia professionale, le procedure tecniche necessarie alla esecuzione di metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona, ovvero attività tecnico assistenziale, in attuazione di quanto previsto nei regolamenti concernenti l’individuazione delle figure e dei relativi profili professionali definiti con decreto del Ministro della Salute.

Il settore comprensivo dell’area Tecnico-Diagnostica e dell’area tecnico-assistenziale prevede otto profili professionali, a cui fanno capo:

  • Tecnico Audiometrista
  • Tecnico di Laboratorio bio-medico
  • Tecnico di Neurofisiopatologia
  • Tecnico Ortopedico
  • Tecnico Audioprotesista
  • Igienista dentale
  • Dietista
  • Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare

Il non facile percorso di professionalizzazione che ha visto come attori tutte le professioni sanitarie dapprima “ausiliarie” – secondo la definizione offerta dal Testo Unico della legge sanitaria del 1934 – e poi “sanitarie” tout-court con un percorso sviluppatosi attraverso l’istituzione di 22 Profili professionali dal 1994, l’emanazione della legge 42 del 1999 a cui ha fatto seguito la legge 251 del 2000, ha raggiunto un traguardo importantissimo nel primo scorcio del 2006 con l’approvazione definitiva della legge contenente le “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico sanitarie, della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi Ordini professionali. Da professioni non regolamentate, dopo questa legge la sfida non è di poco conto: rilanciare con il valore delle professioni intellettuali la capacità di gestire i processi di cambiamento che proprio il sistema sanitario ci chiede di assumere.

La cosiddetta stagione della “responsabilità” che si concluderà con i nuovi Ordini quali garanti delle competenze e dell’impegno deontologico dei professionisti ha segnato altri punti salienti tutti volti alla tutela dei cittadini. In particolare, nella consapevolezza che il titolo universitario, seppure il più alto se confrontato con il resto d’Europa e non solo, non basta a mantenere il passo con i cambiamenti tecnologici-scientifici e la domanda di qualità dei Servizi sanitari, ha puntato sull’Educazione Continua in Medicina (ECM).

I nuovi professionisti sanitari sono chiamati a cogliere e fronteggiare le innovazioni scientifiche, tecnologiche, relazionali e, quindi essere in grado di esprimere prestazioni elevate di tipo “intellettuale”. Debbono essere “certificati” non solo dallo status ordinistico approvato con la recente legge 43 del 2006, ma debbono anche essere “conosciuti e riconosciuti” dagli organismi preposti e dai cittadini/utenti, secondo il loro percorso formativo-abilitativo- professionale e il loro grado di aggiornamento continuo. All’uopo, con DM 31.05.04 del Ministro della salute è stato istituito il CO.GE.A.P.S. “Consorzio per la gestione anagrafica delle professioni sanitarie” voluto quale strumento attuativo della convenzione stipulata dagli Ordini dell’area medica, i Collegi e le Associazioni professionali sanitarie con il Ministero della Salute.

Il Consorzio ha realizzato un sistema operativo anagrafico che consentirà ai professionisti la certificazione dei crediti formativi acquisiti sulla base dei criteri e delle modalità stabiliti dalla Commissione nazionale ECM, nell’ambito del progetto nazionale di educazione continua in medicina.